Il signore del bricolage. Il capostipite del fai-da-te e dei romanzi d’avventura. Chi ha scritto Robinson Crusoe?
L’ho sempre adorato, così come ho sempre avuto difficoltà a ricordare il nome esatto. Robinson Crusoe non è difficile da pronunciare, ma questa mia confusione deriva da un film della Disney del 1966, intitolato “Lt. Robin Crusoe, U.S.N.” (“Il comandante Robinson Crusoe” nella versione italiana, nonostante il personaggio si chiamasse comunque Robin. Giusto per aggiungere ancora più confusione). Pellicola che ho divorato fino a distruggere la videocassetta.
Ricordo che guardavo il film dentro un canotto da mare, di quelli arancioni per bambini, recitando le varie scene mentre apparivano sullo schermo. Ho anche delle foto da qualche parte, ma le tengo per me per conservare quel poco di dignità che mi resta.
Un uomo solo su un’isola che deve provvedere a se stesso. Il ritorno alle origini in modalità “survivor”: un tema che per secoli verrà ripreso, riadattato, scopiazzato, e che ancora oggi coinvolge gli animi delle genti moderne. Non c’è limite alla genialità di un simile spunto, una di quelle idee che vivono in eterno e che continueranno a essere sempre attuali1.
Sì, tutto molto bello, ma chi ha scritto Robinson Crusoe?
Chi ha scritto Robinson Crusoe: il genio commerciale di Daniel Defoe
Molti chiedono chi ha scritto Robinson Crusoe, ma la risposta è a semplice: Daniel Defoe. Uno scrittore che possiamo considerare l’inventore del romanzo moderno. Ma non lo ha fatto per gloria letteraria. Era un commerciante, una spia e un avventuriero che vedeva nelle parole un business. Scrisse il naufragio di Robinson a 59 anni, mettendo nel testo tutta la sua mentalità pratica. Non è solo un libro, è un manuale di sopravvivenza scritto da un genio del marketing del Settecento.
E’ probabile che Daniel Defoe si fosse ispirato alla vicenda di Alexander Selkirk, marinaio scozzese che naufragò davvero su un’isola deserta e sopravvisse per 4 anni . Ed è probabile anche che ci sia stata un’opera, da qualche parte nel mondo, in qualche epoca, che abbia trattato il tema prima di Defoe (vedi Hayy ibn Yaqdhan, libro scritto nel XII secolo, considerato antesignano di “Robinson Crusoe”, del “libro della giungla” e di tanti altri).
Defoe scrisse il suo capolavoro a 59 anni, dopo aver prodotto un’incredibile quantità di opere tutte rimaste all’ombra del naufrago vestito con le pelli di capra. Era un uomo d’affari, e aveva svolto la professione di imprenditore per gran parte della sua vita. Questa sua indole la si percepisce nel romanzo, concepito con ben precisi intenti commerciali2.
Le origini del mito: Alexander Selkirk e il naufrago del XII secolo
Prima di Defoe c’era la realtà. Alexander Selkirk restò solo su un’isola per quattro anni, armato solo di fede e coltello. Ma la vera sorpresa è che il tema del naufrago filosofo esisteva già nel XII secolo. Defoe ha preso questi frammenti di storia e li ha trasformati in un’epopea eterna, mescolando cronaca nera e spirito d’intraprendenza.
Dopo il successo pressoché immediato, Defoe scrisse vari seguiti. A parer mio, nessuno all’altezza del primo. Lo so, sembra un discorsetto da bar, ma l’impressione che ho avuto del proseguo delle avventure di Robinson è una forzatura, lo sfruttamento di una formula vincente legata al vile denaro proprio come accade oggi.
Perché leggere Robinson Crusoe oggi: survivalismo e avventura pura
Alcuni trovano il Robinson Crusoe un mattone. Io invece lo leggo sempre con piacere, gustandomi tutte le descrizioni di come si costruisce un tavolino con sedie, di come si semina il grano con attenta pianificazione per la semina successiva, e della lenta ma produttiva costruzione di un ganzissimo fortino.
Isola deserta, naufragio, sopravvivenza, costruzione, difesa e battaglia: la miscela perfetta del romanzo d’avventura per definizione.
Adesso mi è venuta voglia di rileggerlo. Un’altra volta. E poi magari passo all’Isola del Tesoro. Sì, mi sembra un ottimo piano. Vado.
Le leggende non muoiono mai, cambiano solo forma. Se vuoi immergerti in un mondo dove il mito incontra la realtà storica, devi solo seguirmi…
