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Rob Roy: la storia vera dell’eroe scozzese oltre il film

Liam Neeson e Tim Roth in un filmone sulla Scozia del 1713

Quando mi sono imbattuto nella locandina piuttosto anonima di Rob Roy e ho letto la sinossi non immaginavo di trovarmi davanti a un bel film. La trama mi sembrava abbastanza piatta e Liam Neeson non mi ha mai convinto come attore. Perciò ho avviato il film con una certa diffidenza, giusto per passare il tempo. Già nei primi minuti però, mi sono piacevolmente ricreduto.

Robert Roy MacGregor (Rob Roy, ovvero Robert il Rosso) è un personaggio storico veramente esistito. Da noi non è per nulla conosciuto, ma in Scozia è considerato un eroe leggendario, una specie di Robin Hood locale. Le sue gesta vennero romanzate prima da Daniel Defoe (1723) e successivamente da Walter Scott (1818), la cui versione è stata scelta per la trasposizione cinematografica con Liam Neeson.

Rob Roy: la storia vera dietro il mito cinematografico

La storia vera di Robert Roy MacGregor è un groviglio di debiti, bestiame rubato e vendette feroci. Non era un santo, ma un razziatore di bestiame che finì stritolato dai giochi di potere dei nobili. Nel 1712, dopo il fallimento di un affare finanziario, fu dichiarato fuorilegge. Da quel momento iniziò la sua guerra personale contro il Duca di Montrose, una caccia all’uomo durata anni tra le nebbie delle Highlands.

Il paragone con il Braveheart di Mel Gibson è automatico. Il periodo storico è molto diverso, però i gonnellini in tartan e le lunghe panoramiche delle highlands scozzesi bastano ad accomunare i due film; almeno questo è quello che succede nel mio cervello. Visto che ho messo sullo stesso piano i due film vi dico anche quale preferisco: Rob Roy.

Braveheart è un bel film nel suo complesso. Mel Gibson è perfetto e la trama abbastanza buona, ma Rob Roy è decisamente meglio. La trama del film con Liam Neeson è fresca, le idee sono interessanti e i personaggi meglio caratterizzati. Soprattutto quel gran bastardone di Archibald Cunningham, interpretato da Tim Roth: un cicisbeo tanto cattivo quanto bravo con la spada. Il motivo trascinante dell’intero film è semplice: il riscatto dell’onore perduto attraverso la vendetta. Tema che si ritrova anche in Braveheart, ma con una sfaccettatura più originale.

Robert Roy MacGregor: l’eroe delle Highlands

Rob Roy non combatteva per la libertà della Scozia, ma per la sopravvivenza del suo clan. I MacGregor erano stati cancellati per legge: il loro nome era bandito, un marchio d’infamia che li rendeva prede legali per chiunque. Robert divenne il simbolo della resistenza dei clan contro l’avanzata del sistema inglese. Un uomo che preferiva il gelo delle montagne alla schiavitù del debito, forgiando la sua leggenda nel sangue.

La Claymore e i duelli: realtà storica vs Hollywood

Un altro punto a favore di Rob Roy è la buona resa dei duelli. Le coreografie non sono accurate e precise come quelle de I Duellanti, ma sono efficaci e non troppo svolazzanti. Bravo Liam e bravissimo Tim. A fare da ciliegina sulla torta c’è la spadona con elsa a cesto, lama tradizionale scozzese che Rob Roy impugna fieramente fino all’ultimo combattimento. Nella traduzione italiana lo chiamano spadone, quando in realtà il termine più corretto sarebbe stato spadona.

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La Claymore con elsa a cesto del XVII secolo. Da non confondersi con l’altra Claymore a due mani, ancora più celebre grazie a Braveheart.

Insomma, un bel film. Mi è piaciuto molto. E la Scozia è meravigliosa. Ho sempre trovato affascinanti le highlands, paesaggi infiniti senza un cacchio di nulla sopra. Mai un albero o un cespuglio, niente di niente. Un giorno mi piacerebbe visitarla. Magari questa estate, invece di andare al mare. Sotto l’ombrellone a non fare niente tutto il giorno mi annoio.

Ah, dimenticavo. In Rob Roy nessuno porta foderi sulla schiena, come accade invece in Braveheart. Merita 5 stars su Mymovies solo per questo.

Le leggende non muoiono mai, cambiano solo forma. Se vuoi immergerti in un mondo dove il mito incontra la realtà storica, devi solo seguirmi

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