i bambini verdi di woolpit

I Bambini Verdi di Woolpit: Verità o Leggenda Medievale?

Un episodio sovrannaturale nella cronaca medievale di William of Newburgh: la comparsa dei bambini verdi di Woolpit.

Abbiamo imparato a conoscere molto bene William of Newburgh, da queste parti, prete agostiniano, nonché storico inglese, che all’interno della sua Historia rerum anglicarum, scritta nel XII secolo, ci ha lasciato una gran quantità di storie fantastiche, come l’avventura del Prete Cane, uno dei racconti horror medievali d’ispirazione per la cultura fantasy contemporanea alla Dungeons and Dragons e perfino per il mio ultimo romanzo La Stirpe delle Ossa. Oggi voglio raccontarvi un episodio di “cronaca” che si allontana dalle vicende di spadate e ammazzamenti e rientra nel filone misterioso ed esoterico: la storia dei bambini verdi di Woolpit.

“Nonostante la mia mente non riesca a capire come sia stato possibile, sono stato costretto ad accettare questo prodigio. È una di quelle vicende che superano l’intelligenza umana e ci ricordano quanto il mondo sappia essere bizzarro.”

William of Newburgh comincia col giustificarsi, spiegando d’essere stato a lungo dubbioso riguardo la questione dei bambini verdi di Woolpit, indeciso se inserirla nella sua cronaca oppure no. E’ evidente che a prima vista possa sembrare un episodio inventato, frutto della fantasia popolare, tuttavia lo storico ci racconta d’averne sentito parlare così tanto e per bocca di così tante persone d’incontrovertibile “competenza”, da essersi convinto, infine, a crederci pure lui. Ed è per questo che ci descrive come si svolsero i fatti.

La leggenda dei bambini verdi di Woolpit: tra cronaca e folklore

Immaginate di trovarvi nell’East Anglia, una regione che occupa la parte orientale dell’Inghilterra. Siamo nel cuore del Medioevo, un periodo dove i confini tra realtà e leggenda erano molto sottili. Vicino a un importante monastero dedicato a Sant’Edmondo esiste un villaggio che porta un nome curioso: Woolpit. Questo nome deriva da antiche fosse scavate nel terreno, chiamate Wolfpittes. In quell’epoca i lupi erano una minaccia costante per il bestiame, quindi gli abitanti scavavano queste profonde trappole, le mimetizzavano con rami e terra e aspettavano che i predatori ci cadessero dentro.

Un giorno, proprio durante la mietitura, accadde qualcosa di incredibile. La mietitura era il momento più importante dell’anno, quando tutti i contadini si radunavano nei campi per raccogliere il grano a mano prima dell’arrivo dell’inverno. Mentre gli uomini erano al lavoro, videro spuntare da una di queste fosse due bambini.

L’apparizione nelle Wolfpittes: pelle verde e vesti ignote

Erano un maschio e una femmina e sembravano usciti dal nulla. La cosa che lasciò tutti a bocca aperta non fu solo la loro apparizione improvvisa, ma il loro aspetto.

Questi bambini avevano la pelle completamente verde. Non era una macchia o un riflesso, ma il colore naturale della loro carnagione. Anche i loro vestiti erano assurdi. Indossavano abiti fatti di tessuti mai visti prima, con colori strani che nessuno nel villaggio riusciva a riconoscere. Sembravano venire da un altro pianeta o da una dimensione parallela, eppure erano lì, in carne e ossa, in mezzo ai campi di un normale villaggio inglese.

I contadini che stanno lavorando nei campi restano a bocca aperta. Decidono di prenderli e portarli nel villaggio, dove la gente si accalca per vedere questa scena incredibile. Il problema è che questi bambini non parlano la lingua del posto e sembrano spaventati da tutto.

Passano i giorni e la situazione diventa drammatica. Gli abitanti offrono ai piccoli ogni tipo di cibo, dalla carne al pane, ma loro rifiutano tutto. Non riconoscono quegli alimenti come qualcosa di commestibile. Stanno morendo di fame sotto gli occhi di tutti.

Il mistero del cibo: la dieta a base di fave

Proprio quando sembrano arrivati alla fine, dei contadini portano in tavola dei baccelli di fave appena raccolti. I bambini si illuminano. Iniziano a cercare freneticamente i semi dentro il gambo della pianta, perché nel loro mondo forse il cibo cresceva lì dentro. Quando vedono che il gambo è vuoto, scoppiano a piangere disperati.

A quel punto, uno degli abitanti del villaggio capisce l’equivoco. Prende i baccelli, li apre e mostra ai bambini che il nutrimento è dentro il guscio verde. I piccoli afferrano i semi e iniziano a mangiarli con una fame incredibile. Le fave diventano la loro unica ancora di salvezza. Per mesi non toccano altro, nutrendosi solo di questi legumi crudi. Questo dettaglio è fondamentale perché ci fa capire quanto fossero diversi dal mondo medievale, dove il pane era la base di ogni pasto. Solo dopo molto tempo, con estrema pazienza, gli abitanti del villaggio riescono a fargli cambiare dieta e a insegnargli a mangiare il pane, facendoli finalmente ambientare in quella realtà così lontana dalla loro.

Col passare del tempo, grazie a questa nuova dieta basata sui prodotti tipici della zona, la loro pelle perse quel colore verde innaturale e divenne identica alla nostra. Questo accadde perché il loro corpo si abituò ai nutrienti del cibo locale, trasformando il loro aspetto originario. I bambini verdi di Woolpit divennero bambini normali.

Il Paese di San Martino: il mondo senza sole

Impararono presto l’inglese e iniziarono a raccontare una storia pazzesca. Dicevano di venire da una terra chiamata San Martino, un luogo dove non sorgeva mai il sole e tutto era immerso in un crepuscolo perenne. Un giorno, mentre seguivano il bestiame, sentirono un forte suono di campane e, seguendo quel rumore attraverso una grotta, si ritrovarono improvvisamente sotto la luce accecante del sole inglese.

A quel punto gli abitanti del villaggio decisero di battezzarli. Il battesimo era un rito religioso fondamentale dell’epoca, una sorta di rito d’ingresso ufficiale nella comunità cristiana che serviva a “salvare l’anima” dei nuovi arrivati. Purtroppo il maschietto, che era il più piccolo dei due, era molto debole e morì poco dopo aver ricevuto il sacramento. La sorella invece sopravvisse e crebbe forte, diventando in tutto e per tutto simile alle donne del posto. Si inserì così bene nella società che alla fine si sposò con un uomo di Lynne, una città vicina, e visse lì per molti anni conducendo una vita assolutamente normale.

Ma qualcuno volle indagare oltre sulla storia dei bambini verdi di Woolpit…

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Quando la gente del posto chiese loro da dove venissero, i bambini risposero di abitare nel Paese di San Martino. Specificarono che nel loro luogo d’origine quel santo era considerato importantissimo e veniva venerato da tutti. San Martino era un vescovo famosissimo nel Medioevo, noto per aver diviso il suo mantello con un povero, e i bambini parlavano di lui come del loro protettore principale.

Il mistero però si infittisce quando spiegano come sono arrivati a Woolpit. Dissero di non sapere esattamente dove si trovasse la loro terra, né come fossero finiti lì. Si ricordavano solo che un giorno stavano portando al pascolo le pecore del padre. All’improvviso sentirono un rumore fortissimo, simile al rintocco delle campane della chiesa di St. Edmund che sentivano in quel momento nel villaggio. Mentre erano incantati da quel suono, si sentirono come rapiti, in uno stato di trance, e un attimo dopo si ritrovarono in mezzo ai mietitori inglesi, sotto il sole cocente.

A quel punto gli abitanti di Woolpit, curiosi e un po’ sospettosi, fecero domande sulla loro religione e sul loro mondo. Chiesero se fossero cristiani e se da loro sorgesse il sole. I bambini confermarono che il loro popolo era cristiano e che avevano vere e proprie chiese. Tuttavia, descrissero un ambiente molto diverso dal nostro. Dissero che il sole non sorgeva mai del tutto sopra di loro e che la luce non era mai forte. Vivevano in un crepuscolo perenne, quella luce soffusa che noi vediamo appena prima dell’alba o subito dopo il tramonto.

Raccontarono anche un dettaglio visivo molto potente. Dalla loro terra, guardando oltre un fiume grandissimo che faceva da confine, potevano vedere un altro paese. Quel luogo lontano, al contrario del loro, era luminosissimo e splendente. Era come se vivessero in un mondo d’ombra affacciato su un mondo di luce, separati solo da questo corso d’acqua invalicabile. Questa descrizione ha spinto molti studiosi a pensare che i bambini stessero descrivendo una sorta di regno sotterraneo o una dimensione parallela, tipica delle leggende popolari del tempo.

Ipotesi storiche: chi erano davvero i fratelli di Woolpit?

Dietro ai bambini verdi di Woolpit, la storia suggerisce una realtà brutale. Molti storici oggi guardano ai profughi fiamminghi perseguitati sotto re Enrico II. I bambini, rimasti orfani dopo il massacro dei genitori, potrebbero aver vagato nelle foreste soffrendo di anemia ipocromica, la cosiddetta “malattia verde”, causata dalla denutrizione. Il loro mondo crepuscolare? Forse solo la nebbia delle miniere di selce di Grimes Graves. Una tragedia umana che il folklore ha trasformato in un enigma millenario.

L’autore della cronaca conclude con un’alzata di mani, astenendosi dal giudicare la bontà della storia. L’evento così prodigioso e miracoloso avvenuto in Inghilterra andava raccontato, che fosse vero o no, e William of Newburgh non ha provato alcun rimpianto nel farlo. E dei bambini verdi di Woolpit non si seppe più niente.

Le leggende non muoiono mai, cambiano solo forma. Se vuoi immergerti in un mondo dove il mito incontra la realtà storica, devi solo seguirmi

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