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Hook Capitan Uncino: Perché il Cult di Spielberg vince tutto

E se Peter Pan diventasse grande? Hook Capitan Uncino di Steven Spielberg

Questo è un altro di quei film che mi vengono i lacrimoni nostalgici solo a pensarci. Ricordo ancora perfettamente il tema principale del grande John Williams. Anzi, facciamo una cosa. Voglio iniziare a parlarvi di questo film dalla fine, ovvero dalla colonna sonora. Perché di solito la musica viene sempre trattata al termine di una recensione.

Hook – Capitan Uncino: il cult di Spielberg tra musica e leggenda

Spielberg non ha solo diretto un film, ha dato corpo a un’ossessione collettiva: la paura di invecchiare. Hook trasforma la pirateria in un teatro dell’anima, dove il veliero non è solo legno e cime, ma un limbo tra il mito settecentesco e il desiderio di ritorno alle origini. La potenza di questo cult risiede nella capacità di rendere credibile l’incredibile, fondendo la realtà storica dei bucanieri con il fantasy puro.

Spugna e Capitan Uncino: il duo che ha riscritto la pirateria

Assicurate l’albero maestro, mastri! Perché sta per arrivare il re dei pesci grossi! Un can di pescecane! Un uomo così profondo che è quasi inaffondabile! Così furbo che piglia pesci anche quando dorme! Facciamo un bell’applauso, lui non può perché ha una mano sola… ed ecco a voi il pirata dal pugno di ferro: Il capitano Giacomo Uncinooo!!! [Spugna]

Se Dustin Hoffman ha dato a Giacomo Uncino un’eleganza decadente e aristocratica, il merito della sua tenuta mentale va tutto a Spugna. Il rapporto tra il Capitano e il suo nostromo ricalca le dinamiche delle ciurme storiche, dove il “quartermaster” era l’unico a poter parlare onestamente al comandante. Bob Hoskins incarna un realismo viscerale: un pirata fatto di fango e lealtà, senza il quale Uncino sarebbe solo un uomo solo con un pezzo di ferro al posto della mano.

John Williams e la potenza del tema principale

La colonna sonora del film Hook è tutto. Lo so, è una bella banalità da dire, roba che mi sto tirando una pacca sulla spalla da solo, ma tant’è: senza musica, questa musica, Hook non sarebbe lo stesso film. John Williams è un genio del nostro tempo. Le sue musiche hanno creato dei cult che sono sicurissimo non lo sarebbero diventati senza di lui. Può darsi che non vi ricordiate bene la trama di questi film, esiste perfino la remota possibilità che non abbiate mai avuto l’occasione di vederli. Ma provate a canticchiare il tema di Indiana Jones. Scommetto che lo conoscete. Tutto il mondo conosce il tema di indiana Jones.

La musica è potente, tra le cose più potenti che ci sono al mondo. La fortuna del cinema è stata proprio quella di poter sfruttare la musica. Non tanto il colore, gli effetti speciali, la recitazione (qualcuno potrebbe odiarmi per quello che sto dicendo) ma la musica. Immagini in movimento più musica. Nonostante io da grande voglia fare lo scrittore, non posso non ammettere la superiorità di un simile binomio. Niente colpisce l’animo umano più di questo.

Una volta sono stato a Disneyland, Parigi. Carino. Le attrazioni, il merchandising carissimo, cartoni animati ovunque: tutto sommato una bella esperienza, ma niente di esaltante. Poi però è sceso il buio. Si sono accese le luci colorate sul castello, sono iniziati i fuochi d’artificio ed è partito il concerto di chiusura. Cazzo che spettacolo. Stavo a bocca aperta come quei ragazzini nelle pubblicità dei VHS, prima che iniziasse il cartone, vi ricordate? Quelli che erano super contenti di stare a Disneyland mentre il babbo giocava a golf fuori dall’hotel sei stelle. E’ questo che intendo quando parlo del potere della musica. Le luci e i fuochi d’artificio non avrebbero mai sortito lo stesso effetto se non fosse stato per la musica. E io di fuochi me ne intendo, visto che quasi ogni anno vado alla festa di San Giovanni a Firenze.

Il cast stellare: da Robin Williams a Phil Collins

Tornando a Hook. Dopo una colonna sonora così mettici pure Robin Williams, Dustin Hoffman, Bob Hoskins, Julia Roberts e il filmone è fatto. Tutti i personaggi posseggono la loro dose di battute micidiali, che tra Spugna e Uncino non so chi è il migliore. Dovete sapere che ho ventisei anni e con il mio gruppo di amici almeno una volta alla settimana salta fuori qualche monologo. Le sappiamo tutti a memoria, siamo bravini. Io mi sento più ferrato su quelle di Uncino, perciò se un giorno qualcuno volesse mettere in piedi una rappresentazione non esitate a contattarci. Proviamo ogni settimana al baretto. Astenersi perditempo.

Stavolta ero sicuro che avrei scritto un articolo a modo sulla trama di Hook – Capitan Uncino e invece no. Vi ho parlato dei campi da golf fuori dagli hotel di Disneyland. Però avete scoperto quanti anni ho. E soprattutto avete scoperto che sono un nostalgico dal cuore d’oro nascosto sotto una scorza di cinico criticone. Sappiate che vi voglio bene, allora.

Vi lascio con un’ultima curiosità. Lo sapevate che l’ispettore di polizia a inizio film è interpretato da Phil Collins? Adoro Phil, un altro grande della musica.

Cosa sarebbe il mondo senza Capitan Uncino? [Spugna]

Le leggende non muoiono mai, cambiano solo forma. Se vuoi immergerti in un mondo dove il mito incontra la realtà storica, devi solo seguirmi

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