Il manoscritto medievale conosciuto come la “Bibbia del Diavolo” a causa della spaventosa leggenda sulla sua creazione
Esistono libri che non dovrebbero essere aperti. Tomi che trasudano un’energia maligna, scritti col sangue o col terrore. Il più imponente di tutti è il Codex Gigas. Non è solo un ammasso di pergamena e inchiostro, ma il testimone silenzioso di un patto indicibile. Molti lo cercano come “La Bibbia del Diavolo”, convinti che tra quelle righe si nasconda il segreto per dominare le tenebre. Ma qual è la verità dietro la sua creazione?
La Bibbia del Diavolo: La leggenda di Herman il Recluso
Lo chiamavano Herman il Recluso quello strano monaco che stava sempre per i fatti suoi, lontano da tutti e circondato da antichi libri. Tra le fredde sale di pietra del monastero nessuno aveva mai dimostrato amicizia nei suoi confronti e col tempo quell’atteggiamento intollerante si tramutò in odio. Cominciò a girar voce che Herman fosse un eretico, che aveva infranto i voti e che la sua mano fosse guidata dal Demonio. I suo stessi fratelli lo processarono e in breve tempo arrivò la condanna: Herman doveva essere murato vivo.
Non si sa se Herman fosse davvero un eretico o se lo diventò in seguito al tormentato processo, tuttavia poco prima dell’esecuzione egli decise di stringere un patto col nemico contro cui aveva sempre combattuto: il Diavolo. Con l’aiuto delle forze del male, nell’unica sua notte a disposizione, scrisse un libro mastodontico entro il quale fu racchiusa tutta la conoscenza umana. Tale libro è il Codex Gigas. La mattina seguente i monaci furono colpiti dal miracolo di Herman, che in una sola notte era riuscito a scrivere quell’immensa opera; decisero perciò di assolverlo da tutti i peccati e liberarlo. Accettarono il manoscritto come dono per il monastero e lo riposero nella biblioteca per studiarlo e ammirarlo. Quello che non sapevano però era che quel libro proveniva dalle fiamme dell’Inferno, e il suo vero titolo era Bibbia del Diavolo.
Il mistero del Codex Gigas: Numeri e segreti del manoscritto
Il Codex Gigas non è solo una leggenda, è un mostro di pergamena. Per realizzarlo sono state usate le pelli di oltre 160 animali, un sacrificio enorme per un’epoca di stenti. La grafia è incredibilmente uniforme: sembra che una sola mano lo abbia scritto dall’inizio alla fine senza mai invecchiare o stancarsi. È questo il dettaglio che gela il sangue agli storici. Se non è stato un demone, chi ha avuto la forza di restare costante per decenni?
Il Codex Gigas è un manoscritto del XIII secolo, oggi custodito nella biblioteca nazionale di Stoccolma. E’ davvero un libro gigante, probabilmente il libro medievale più grande della storia; 92 centimetri di altezza per 50 centimetri di larghezza con un notevole peso di 75 chili. E’ scritto in latino e contiene la trascrizione completa della bibbia, la Regola di San Benedetto, un calendario, trattati di medicina, disegni magici e alchemici. A rendere il libro ancora più misterioso sono le otto pagine mancanti e l’illustrazione demoniaca a pagina 577 che potete ammirare nella copertina di questo articolo.
Il patto col demonio e le pagine mancanti
Perché strappare otto pagine da un tesoro simile? Alcuni dicono contenessero la “Preghiera del Diavolo”, un rituale proibito per evocare le ombre. Altri pensano che descrivessero la fine del mondo. Quel vuoto nel libro è una ferita aperta che alimenta il mito. Oggi, guardando quel diavolo verde e cornuto dipinto sulla pelle di vitello, senti ancora il peso di una maledizione che il tempo non ha saputo cancellare.
Quella che vi ho narrato oggi è la leggenda che si cela dietro questo strano tomo. Certo, non sarà davvero la Bibbia del Diavolo, tuttavia i segreti che nascondono quelle pagine restano affascinanti e, diciamocelo, anche un po’ spaventosi. Sinceramente non so se avrei il coraggio di sistemarlo sullo scaffale della mia libreria.
Le leggende non muoiono mai, cambiano solo forma. Se vuoi immergerti in un mondo dove il mito incontra la realtà storica, devi solo seguirmi…
