Il drago vichingo nella mitologia norrena

Drago Mitologia Norrena: La Vera Storia (Oltre il Mito)

Niente ali e nemmeno fuoco. Scopri com’era davvero il drago nella mitologia norrena: serpenti velenosi, tesori maledetti e l’epica sfida di Sigfrido.

Il Drago nella Mitologia Norrena: molto più di un semplice serpente

Nel mondo antico del Nord, il concetto di drago era molto lontano dai giganti alati dei film moderni. Per i popoli scandinavi, queste creature erano forze del caos primordiale. Spesso descritti come enormi serpenti striscianti, rappresentavano la corruzione, l’avidità o la fine del mondo stesso. Capire il drago nella mitologia norrena significa immergersi in un’epoca dove il confine tra rettile e mostro era sottile e letale.

Fafnir: l’origine del drago norreno tra veleno e oro

Un rombo fragoroso fece tremare la terra e dalla montagna franarono massi e rocce. Un gigantesco serpente dalle scaglie dure come il metallo strisciò fuori dall’ombra, le spire che scivolavano giù per il pendio; occhi grandi, sempre all’erta, il capo che girava qua e là per guardarsi intorno. Fafnir era il suo nome: drago guardiano del leggendario tesoro dei Nibelunghi. Il drago serpeggiò verso il fondo della valle circondato da alte falesie, diretto allo stagno nero che ogni mattina usava come abbeveratoio.

Con il suo grosso corpo strisciante passò proprio sopra la fossa dove si nascondeva Sigfrido. L’eroe stava in attesa con la spada magica stretta nel pugno, pronto a combattere. Al passaggio del drago venne avvolto dal buio più completo, sovrastato dal suono delle scaglie che risuonavano sopra di lui. Nonostante la tentazione di colpire la bestia fosse forte, Sigfrido dovette pazientare: finché non fosse stato certo di avere il cuore del mostro esattamente sopra il proprio capo non avrebbe potuto nuocergli, poiché si trattava dell’unico punto debole del drago immortale.

Dopo qualche istante al tintinnare delle scaglie fece eco un suono diverso. Un rumore profondo, cupo e ritmico. Il battito rimbombava per le pareti della fossa e Sigfrido strinse la spada con tutte e due le mani. Scattò in piedi e affondò la lama nella pelle coriacea: un grido straziante riecheggiò per le alte falesie di pietra e una pioggia di sangue scaturì dalla ferita. Fafnir agitò la testa e la coda in maniera convulsa e, infine, si avvolse nelle proprie spire, immobile.

Oltre Fafnir: i draghi della mitologia norrena e il Lindorm

Non c’era solo Fafnir. Il panorama dei draghi della mitologia norrena include mostri leggendari come Níðhöggr, che rosicchia le radici dell’albero del mondo, o Jörmungandr, il serpente che avvolge la terra. Il termine Lindorm descrive perfettamente questa stirpe: creature senza ali che dominano il suolo con forza bruta e morsi tossici, veri sovrani oscuri del folclore norreno.

Il Lindorm non ha zampe, non vola e, soprattutto, non sputa fuoco. Secondo l’Edda Poetica, una raccolta di poemi appartenenti alla mitologia norrena, Fafnir espira veleno al posto delle fiamme. Si tratta perciò di una bestia molto più simile a un serpente piuttosto che alla figura del drago per come la conosciamo oggi.

L’evoluzione del drago vichingo: dal mito al fantasy moderno

Con l’avvento del Cristianesimo e l’evangelizzazione dell’Europa del nord, la concezione dell’antico drago vichingo mutò per lasciare spazio al classico drago-lucertolone, con quattro zampe, grandi ali e ghiandole che servono a sputare fuoco. Le culture si mischiarono e assieme alle tradizionali saghe dell’epica cavalleresca vennero esportati anche i modelli dei draghi ormai standardizzati.

Ciò che resta del drago della mitologia norrena sono ben poche rappresentazioni fra le quali spiccano i meravigliosi portoni della chiesa di Hylestad, datati 1200 circa. Gli intagli nel legno raffigurano il mito di Sigfrido l’ammazzadraghi e di Fafnir, l’avido serpente a guardia del tesoro sulle montagne; un’immagine che ho scelto come copertina di questo articolo per la sua potenza artistica che riassume perfettamente l’eredità norrena fatta di mostri terrificanti, magie ancestrali e imprese eroiche.

Le leggende non muoiono mai, cambiano solo forma. Se vuoi immergerti in un mondo dove il mito incontra la realtà storica, devi solo seguirmi

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