Merlino è conosciuto per essere un mago, veggente e consigliere di re, ma anche druido e sacerdote celtico. Come mai tante interpretazioni?
La figura che oggi chiamiamo Merlino non è nata in un libro di fiabe. È un minestrone di cronache antiche e paure ancestrali. Prima di Camelot, c’erano le brughiere e il sangue delle battaglie britanne. Capire Merlino significa scavare nel fango della Storia per trovare le tracce di uomini reali, profeti e guerrieri, che il tempo ha trasformato in leggenda.
Merlino nella cultura pop contemporanea è conosciuto per essere un mago medievale, spesso associato al ciclo arturiano, a Camelot e alla tavola rotonda (con la tunica azzurra e il cappello conico a punta, magari). In alcuni casi viene anche definito un “druido”, ovvero il membro di una casta sacerdotale della tradizione celtica. Come mai così tante interpretazioni? E Morgana? Maga, strega o fata? Buttiamoci a capofitto nel caos di etichette che videogiochi e giochi di ruolo come Dungeons and Dragons hanno contribuito a mischiare in modo del tutto casuale e vediamo di capirci qualcosa.
La Magia nel Medioevo
La concezione di magia e stregoneria dell’Europa medievale proviene prevalentemente dalla cultura greco-romana. Molti non ci fanno caso, ma quelle dell’Antica Grecia e dell’Impero romano erano società piene di magia, di miti e mitologia, spiriti che non si facevano mai gli affari loro, sacerdoti e sacerdotesse dotati di poteri divini, eccetera, eccetera. Dico che “molti non ci fanno caso” perché tutto questo viene offuscato dal mito della grande epoca classica cui noi attribuiamo solo gli elementi positivi: epoca d’arte e filosofia, no? Come al solito, invece, la parola Medioevo evoca posti bui, rovine disastrate, contadini vestiti di marrone e tante streghe coi capelli sudici appiccicati sul viso. Eppure, come ben sappiamo, tutto ciò che avevano di superstizioso lo hanno ereditato dai grandi del passato.
Oltre all’area greco-romana ci furono altre tradizioni che influenzarono la magia medievale (e dunque la magia che conosciamo noi), e furono le antiche pratiche dei popoli nordici nell’area germanica e celtica. Plinio il vecchio nel suo Naturalis Historia, un’opera enciclopedica monumentale di trentasette libri che racchiude teorie, credenze e conoscenze del mondo antico, scrisse che la magia della Britannia celtica era molto potente e che quei druidi superavano in grandezza perfino i magi persiani (altra cultura magica tenuta in grande considerazione).
“Manda a prendere il Cerchio dei Giganti sul monte Killarus, in Irlanda. Poiché là si erge una costruzione di pietra che nessuno in quest’epoca saprebbe erigere, se non unendo l’astuzia alla perizia.” (Merlino Ambrosius)
Il Cerchio dei Giganti cui si fa riferimento è il sito megalitico di Stonehenge, nei pressi di Salisbury, in Inghilterra. A dare tutte queste indicazioni è Merlino, che secondo Goffredo di Monmouth prelevò magicamente l’intero mucchio di pietre da un monte irlandese. Forte, vero?
Il Mago Merlino e le profezie: Myrddin Wyllt e i druidi
Dietro il nome latinizzato si nasconde Myrddin Wyllt, il “Folle del Bosco”. Un bardo che, dopo aver assistito al massacro dei suoi compagni in battaglia, perse il senno e si rifugiò nelle foreste scozzesi. È qui, tra gli alberi e il gelo, che il mito del mago prende vita: non un uomo col cappello a punta, ma un sopravvissuto selvaggio capace di vedere il futuro attraverso il dolore. Una figura che somiglia molto a quella del druido.
“I druidi d’Irlanda ci appaiono soprattutto come maghi e profeti. Predicono il futuro, interpretano il volere segreto delle fate e praticano gli auspici.” Cesare, De bello Gallico
Cesare menziona il regno delle fate perché il sapere e i poteri magici dei Celti vengono trasmessi dal contatto con le fate. Sempre secondo Cesare gli aspiranti druidi dovevano studiare come novizi per venti anni.
Molti autori classici ci hanno lasciato testimonianze riguardo i druidi. Esistevano druidi di sesso maschile e di sesso femminile, ma a dir la verità non sappiamo molto sul loro conto. C’è chi li associa ai cerchi di pietre megalitici, come nel caso di Stonehenge, la cui storia incontra quella di Merlino nell’opera di Goffredo di Monmouth “Storia dei re britanni”. Tuttavia secondo molti storici i cerchi di pietra non avevano alcun ruolo nella religione dei druidi. La fede druidica era svolta nei templi di pietra e nei boschi: difatti, il termine druido, deriva probabilmente dalla parola duir, cioè, quercia, traducibile complessivamente nel significato di “coloro che sanno per mezzo della quercia”.
Ma allora chi era veramente Merlino? Era druido o era mago?
Dal folle dei boschi al consigliere di Artù
Il primo a menzionare specificamente il nome “Merlino” e a inserirlo nella saga di Artù, fu proprio Goffredo di Monmouth, che nel XII secolo scrisse su di lui una biografia romanzata. Il nome “Merlino” deriverebbe dal gallese Myrddin, termine poi latinizzato dallo stesso Goffredo in “Merlinus”.
Alcuni storici hanno notato questo strano cambiamento (dalla “d” alla “elle”), e hanno ipotizzato che nel tradurre il nome non fu scelto quello linguisticamente corretto di “Merdinus”, poiché nonostante fosse più vicino all’originale Myrddin, risultava decisamente meno evocativo per l’assonanza alla parola “merdus”.
Insomma, grazie al buon gusto di Goffredo di Monmouth, il mago medievale più celebre di tutti i tempi può vantare un nome dignitoso senza far scoppiare a ridere nessuno, lontano dal filologico quanto imbarazzante “Merdino”.
Figlio di un demone: l’oscura natura del mago medievale
Nel Medioevo, il potere non poteva essere neutro. Se avevi il dono della profezia e non eri un santo, dovevi essere un mostro. Goffredo di Monmouth non usa mezzi termini: Merlino è un incubo, il risultato di un’unione proibita tra una donna e uno spirito ingannatore. È questa natura ibrida a dargli autorità: Merlino conosce l’inferno meglio di chiunque altro.
Merlino non è un normale essere umano. La sua natura è sovrannaturale, poiché (sempre secondo Goffredo) nasce dal ventre di una principessa gallese che si è unita a un demonio. Già. Lo spirito demoniaco le faceva visita di notte, a volte comparendo improvvisamente, a volte solo sussurrandole nell’orecchio. Dall’unione tra i due nacque Merlino.
Merlino fin da subito manifesta dei poteri sovrannaturali. Secondo Goffredo egli supera qualsiasi altro mago in quanto a capacità divinatoria, dominio della magia della tempesta, della metamorfosi e della conoscenza medica e farmaceutica. Dunque egli non è divenuto mago in seguito allo studio della magia, ma ha sviluppato le doti naturali ereditate dal padre infernale.
Dunque non c’è nessuna etichetta che riassume alla perfezione il ruolo di Merlino. Egli può essere considerato un druido oppure un mago sciamano. La capacità di predire il futuro aumenta infatti con l’ascesi, il digiuno, e la solitudine selvaggia tipica dei personaggi magici delle saghe e dei racconti celtici1. Niente a che vedere col mago dotto disneyano, amante della scienza e del “guazzabuglio moderno”.
Ci sono però numerose altre versioni di Merlino, infinite. Alcuni lo dipingono come un gigante magico (ma pur sempre figlio del diavolo2), altri ancora come leale consigliere di re britannici. Il filo conduttore tuttavia è sempre quello: una figura letteraria che ha stimolato il genere fantasy dal Medioevo ai giorni nostri e che ancora continua a ispirare nuove storie e varianti, anno dopo anno.
Le leggende non muoiono mai, cambiano solo forma. Se vuoi immergerti in un mondo dove il mito incontra la realtà storica, devi solo seguirmi…
Illustrazione di Isabella Manara
