Scopri la leggenda di Melusina: la donna drago che incantò il guerriero Haymo Dentatus. Viaggio nel folklore medievale tra demoni e manoscritti.
Immaginate di essere un nobile guerriero medievale e di incontrare, nel silenzio di un bosco buio, la donna più bella che abbiate mai visto. Sta lì, sola, e bellissima. Strano, no? E lo è davvero, perché il suo aspetto è solo un’illusione. In realtà è un terrificante drago.
La Leggenda di Melusina: la terrificante Donna Drago del Medioevo
Quella che state per leggere è la leggenda di Melusina, una delle tante varianti del folklore medievale, narrata dall’autore inglese del XII secolo Walter Map1. La vera storia, ripresa da un autentico manoscritto, di una misteriosa fanciulla che nascondeva il suo vero aspetto: quello di una donna drago.
Siamo in Normandia, quasi mille anni fa. Il protagonista di questa storia si chiama Haymo Dentatus (Aimone in italiano), soprannominato “dentatus”, ovvero “con i denti”, perché aveva una dentatura davvero fuori dal comune, talmente grande da saltare subito all’occhio. Aimone non era un uomo qualunque, ma un nobile guerriero vissuto intorno all’anno 1047. In quel periodo la Normandia, una regione della Francia settentrionale governata dai discendenti dei norreni, che noi chiamiamo semplicemente Vichinghi, scossa da una violenta rivolta contro il giovane duca Guglielmo, colui che la storia avrebbe poi celebrato come il Conquistatore.
L’incontro tra Haymo Dentatus e la fanciulla del bosco
Un giorno, esattamente a mezzogiorno (e ricordatevi questo dettaglio, perché è un segno molto importante, parte della tradizione soprannaturale medievale), Aimone stava attraversando un bosco fitto e buio vicino alla costa. All’improvviso vide qualcosa di incredibile. Seduta da sola, proprio vicino alla riva del mare, c’era una ragazza bellissima. Non era una contadina o una viandante, perché indossava abiti fatti di sete preziosissime, quelle che all’epoca potevano permettersi solo le regine o le principesse più ricche. La fanciulla piangeva in silenzio e sembrava chiedere aiuto con lo sguardo. Era la creatura più meravigliosa che Aimone avesse mai visto e le sue lacrime la rendevano ancora più affascinante.
A quel tempo le foreste erano considerate tradizionalmente luoghi magici e pericolosi, dove era facile incontrare creature fuori dal mondo. Trovare una donna così elegante, sola e in lacrime in un posto sperduto, era un evento che avrebbe fatto tremare chiunque, ma Aimone rimase folgorato dalla sua bellezza. Questa scena segna l’inizio di un incontro che sembra uscito da una leggenda antica, dove la realtà della storia normanna si intreccia con il mistero delle fiabe classiche.
Appena Aimone vide quella ragazza, sentì una scintilla scoccare dentro di sé e si innamorò all’istante. Rimase a bocca aperta nel vedere un tesoro così prezioso lasciato tutto solo in mezzo alla natura. In quel momento gli sembrò quasi di trovarsi davanti a una stella caduta dal cielo che piangeva perché costretta a toccare la terra sporca e comune degli uomini. Prima di avvicinarsi, Aimone si guardò bene intorno. Temeva infatti che potesse trattarsi di un agguato, una trappola tesa da qualche nemico nascosto tra gli alberi per catturarlo.
Visto che nel bosco non c’era anima viva, decise di farsi avanti. Si mise in ginocchio davanti a lei con estrema umiltà e iniziò a parlarle con un rispetto immenso. Le disse di essere felice di averla trovata e aggiunse che anche lei poteva ritenersi fortunata. Il guerriero si mise subito a sua completa disposizione, chiedendole cosa potesse fare per servirla.
E con questa richiesta, la leggenda di Melusina ebbe inizio…
L’origine di Melusina: l’inganno del naufragio
La ragazza rispose con una voce dolcissima, simile al tubare di una colomba. Sembrava quasi di sentire parlare un angelo, ma un angelo capace di incantare e ingannare chiunque con la sua purezza. Si rivolse a Aimone chiamandolo il fiore dei giovani e la luce degli uomini. Gli spiegò subito che non era arrivata lì per sua scelta o per un potere magico, ma solo per un colpo di sfortuna. Raccontò che una tempesta violentissima aveva trascinato la sua nave fin sulle coste della Normandia contro la sua volontà.
La giovane disse di essere una principessa straniera, in viaggio con suo padre per andare a sposare il Re dei Francesi. A quel tempo, i matrimoni tra reali erano veri e propri contratti politici per unire regni lontani. Spiegò che, appena scesa a terra insieme a una servitrice, il vento era cambiato all’improvviso diventando favorevole alla navigazione. I marinai, senza accorgersi che lei era ancora a terra, avevano spiegato le vele e avevano ripreso il mare portando via suo padre. Proprio in quel momento, Aimone notò che accanto alla fanciulla era apparsa un’ancella, una donna al suo servizio, che prima non aveva visto.
La fanciulla si disse certa che il padre sarebbe tornato indietro a cercarla disperato non appena si fosse accorto della sua scomparsa. Tuttavia, aveva molta paura di restare sola nel bosco per il pericolo dei lupi o di uomini malvagi pronti ad approfittarsi di lei. Propose quindi a Aimone un patto: sarebbe rimasta sotto la sua protezione per un po’ di tempo. Gli chiese però una garanzia assoluta, un giuramento d’onore, promettendo che né lui né i suoi soldati le avrebbero fatto del male. Per lei era molto più sicuro affidarsi a un nobile guerriero come lui nell’attesa che la sua nave tornasse a prenderla.
Aimone non poteva credere alle sue orecchie. Le parole della ragazza erano esattamente ciò che sperava di sentire. Accettò immediatamente ogni condizione e, con il cuore colmo di gioia, portò quel tesoro inaspettato nel suo castello. Trattò la fanciulla e la sua serva con la massima cortesia, ma in breve tempo quella donna divenne molto più di un’ospite: Aimone se ne innamorò perdutamente e la prese in moglie. Il testo però ci avvisa subito che quella bellezza era una “pestilenza”, un termine usato per farci capire che dietro quel volto d’angelo si nascondeva qualcosa di terribile e distruttivo.
Aimone presentò la sposa a sua madre e la nuova coppia ebbe presto dei figli bellissimi. Apparentemente, la donna era una moglie perfetta. La madre di Aimone era una cristiana molto devota e frequentava sempre la chiesa, ma la nuora sembrava volerla superare in tutto. Se la vecchia madre aiutava gli orfani e i poveri, la giovane moglie era ancora più generosa. Cercava di apparire impeccabile agli occhi di tutti per nascondere il suo reale e malvagio obiettivo, ma c’erano dei segnali strani nel suo comportamento che avrebbero dovuto insospettire qualcuno.
Segnali che hanno consacrato la leggenda di Melusina nella letteratura medievale.
perché fuggiva dalla Messa? La leggenda di Melusina misteriosa
C’erano due cose, infatti, che la donna non faceva mai. Evitava con cura di farsi toccare dall’acqua santa, che secondo le credenze medievali aveva il potere di scacciare il male o rivelare i demoni. Inoltre, scappava sempre prima del momento più sacro della messa: la consacrazione del pane e del vino. Usava ogni tipo di scusa, come la troppa folla o un impegno improvviso, pur di uscire dalla chiesa prima che il prete sollevasse l’ostia. Questo era un dettaglio inquietante, perché all’epoca si pensava che le creature maligne non potessero sopportare la vista del sacro.
La madre di Aimone iniziò a far caso a questi strani comportamenti. Era preoccupata e il sospetto che ci fosse sotto qualcosa di oscuro la rendeva ansiosa. Temendo che la sua famiglia fosse in pericolo, decise di trasformarsi in una vera e propria spia. Aveva notato uno schema preciso: la nuora entrava in chiesa sempre dopo l’Asperges — ovvero il rito iniziale in cui il sacerdote benedice i fedeli spruzzando l’acqua santa — e scappava via prima che il pane diventasse il corpo di Cristo.
La trasformazione: da principessa a drago
Per scoprire la verità, la vecchia signora praticò un piccolo foro nascosto in una parete che si affacciava direttamente sulla camera della donna. Una domenica mattina presto, mentre Aimone era già uscito per andare a messa, la madre si appostò per osservare. Quello che vide fu agghiacciante. La giovane sposa entrò in una vasca per il bagno e, all’improvviso, il suo corpo iniziò a trasformarsi: la pelle bellissima lasciò il posto a scaglie mostruose e la donna divenne un enorme e terrificante drago.
Ed ecco il cuore della leggenda di Melusina: il momento della trasformazione mostruosa.
Dopo qualche minuto, la creatura balzò fuori dall’acqua e atterrò su un mantello nuovo che la sua ancella le aveva preparato con cura. Il drago, con una furia selvaggia, iniziò a fare a pezzi il tessuto, riducendolo in briciole con i suoi denti enormi. Subito dopo, la bestia riprese le sembianze della bellissima ragazza. La cosa più incredibile e spaventosa fu che, poco dopo, fece lo stesso anche la sua ancella: anche lei si trasformò in un mostro e tornò umana seguendo lo stesso rituale. La madre di Aimone aveva appena scoperto che suo figlio non aveva sposato una principessa, ma un demone mutaforma.
Appena la madre raccontò tutto a Aimone, il guerriero rimase sconvolto. Non perse tempo e chiamò subito un sacerdote per affrontare la situazione. I due entrarono nella stanza all’improvviso, cogliendo le donne di sorpresa, e iniziarono a spruzzare con forza l’acqua santa su di loro. La reazione fu immediata e terrificante: appena le gocce benedette toccarono la pelle delle due donne, il loro travestimento umano crollò.
Con un balzo sovrumano e urla strazianti che fecero tremare le mura del castello, le creature si scagliarono verso l’alto. Sfondarono il tetto della casa e volarono via, abbandonando per sempre quel rifugio dove avevano vissuto indisturbate per anni fingendosi umane.
Il finale perfetto per una storia appassionante come quella della leggenda di Melusina.
A mezzogiorno i demoni sono più forti
L’autore della leggenda di Melusina ci dice di non stupirci se queste creature mostruose siano riuscite a volare verso l’alto come fece Cristo durante l’Ascensione. Secondo la mentalità del tempo, Dio a volte permetteva ai demoni di imitare i miracoli divini, sapendo però che alla fine dei tempi quelle stesse creature sarebbero state trascinate negli abissi contro la loro volontà.
C’è da dire che Aimone avrebbe dovuto aspettarselo, visti i vari segnali, compreso quello iniziale, il primissimo, ovvero l’incontro con la fanciulla esattamente a mezzogiorno. Vi ricordate? Quella, infatti, secondo la tradizione magico-spirituale del Medioevo è l’ora in cui il potere demoniaco è al suo massimo.
Ma perché “Melusina”?
Una curiosità. Nel De nugis curialium (scritto intorno al 1182), Walter Map racconta la storia di Henno cum Dentibus (Aimone dai Grandi Denti). Map descrive la creatura come una “dracontigena” (nata da un drago) o un demone, ma non la chiama mai Melusina. Per lui è una donna senza nome, una “pestis” (pestilenza) bellissima. Perché oggi la chiamiamo così?
Il nome Melusina appare ufficialmente molto più tardi, nel 1393, quando Jean d’Arras scrive il Roman de Mélusine. Lui riprende leggende orali molto più antiche e le lega alla potente famiglia dei Lusignano, che regnarono persino su Gerusalemme, in Terra Santa.
Dato che la storia di Map è quasi identica a quella dei Lusignano (l’incontro nel bosco, il patto, la scoperta nel bagno, la trasformazione in drago/serpente e la fuga), gli studiosi e il folklore hanno “unificato” le figure. Oggi la versione di Walter Map (e le molte altre varianti, come quella di Gervasio di Tilbory) viene considerata il prototipo o la variante normanna del mito di Melusina.
Un mito che poi si è diffuso ampliandosi, rendendo Melusina talvolta una donna drago, talvolta addirittura una sirena.
I figli di Melusina: la stirpe del drago
Ma la parte più inquietante della leggenda di Melusina narrata da Walter Map è il finale: quella donna-drago aveva avuto molti figli da Aimone e la sua discendenza, secondo la leggenda, non si è mai estinta. Si dice che i figli dei figli dei figli di Melusina siano ancora tra noi, mimetizzati nella folla, portando dentro di loro, nascosta sotto la pelle umana, la scintilla di quel mostro incontrato in un bosco mille anni fa.
Forse, la prossima volta che incrocerete uno sguardo troppo magnetico o un sorriso insolito, ricorderete la storia di Aimone e di Melusina, la donna-drago.
Questa è la Leggenda di Melusina, spero vi sia piaciuta!
Le leggende non muoiono mai, cambiano solo forma. Se vuoi immergerti in un mondo dove il mito incontra la realtà storica, devi solo seguirmi…
- De nugis curialium, Walter Map ↩︎
