Il Richiamo di Cthulhu, il gioco di ruolo horror basato sull’universo di Howard Phillips Lovecraft.
Con i miei amici eravamo soliti giocare a D&D di sabato pomeriggio, ogni finesettimana. Erano gli anni in cui il fantasy andava alla grande, ed era da poco uscito al cinema il film de “Il Signore degli Anelli”. Spade, archi, goblin e magia senza mai stancarsi. Facevamo il master a turno, e giocavamo mille avventure con personaggi che vincevano quasi ogni battaglia fino a diventare eroi degni di poemi cavallereschi.
L’Abisso di Lovecraft: Genesi del Richiamo di Cthulhu
Lovecraft non scriveva semplici storie. Evocava terrori ancestrali. Il Richiamo di Cthulhu nasce da qui: dall’idea che l’universo sia vasto, freddo e dominato da entità che ci considerano meno di formiche. Non sei un eroe, sei un testimone di qualcosa che non dovresti vedere. Capire questo è il primo passo per non impazzire al tavolo da gioco.
Un giorno uno dei miei amici più informati sul mondo nerd mi raccontò la sua esperienza con un nuovo gioco di ruolo. Nuovo per noi, ovviamente. Si trattava di un GDR dal nome impronunciabile, ambientato negli Stati Uniti degli anni ’20: il richiamo di Cthulhu. Il mio amico era entusiasta. Lo esaltava per quanto fosse difficile, realistico, e si vantava di tutti i personaggi che gli erano morti sotto gli occhi per le cose più assurde come cadere da una finestra o finire investiti da un autobus. Una roba hardcore, insomma, per veri intenditori.
Il fascino del gioco bello perché difficile è sempre stato irresistibile. Basta vedere cosa è accaduto col fenomeno Dark Souls degli ultimi anni.
Sopravvivere all’Orrore: Perché il GDR di Cthulhu non è D&D
In questo gioco, la tua risorsa più preziosa non sono i punti ferita, ma la Sanità Mentale. Se in altri giochi carichi il nemico a testa bassa, qui leggere il libro sbagliato o guardare troppo a lungo un’ombra può ridurti a un vegetale urlante. È un gioco di investigazione pura, dove il sapere è quasi sempre letale.
Per farla breve, la settimana dopo stavamo già seduti intorno al tavolo a provare questo nuovo gioco: Il Richiamo di Cthulhu, quinta edizione.
Trovammo un sistema di regole fresco, intuitivo e molto rapido da padroneggiare; nessuna crescita del personaggio (niente livelli come D&D) e tutto basato sulla percentuale di riuscita delle varie azioni. La cosa che più ci impressionò era l’ammontare di punti ferita dei personaggi, dannatamente basso e mai incrementabile. “Basta solo una coltellata per morire!” ripetevamo come idioti che non hanno mai visto il telegiornale in vita loro.
Sanità Mentale e d100: Meccaniche di un Incubo
Iniziammo a giocare. Avevamo formato un party con investigatori privati, criminali, poliziotti e medici: tutti personaggi che si avvicinavano al modo di giocare Spacca&Ammazza di Dungeons and Dragons. Io ero un militare equipaggiato con mitra Thompson, un fucile da caccia all’elefante, un paio di revolver, una sciabola baionetta, elmo, corazza antiproiettili, qualche candelotto di dinamite e sigarette. Mi chiamavo Jack O’Connell, vero e proprio omaggio al protagonista del film “La Mummia”.
Sapete già come andò finire, vero? Partimmo carichi di armi da fuoco, consapevoli di fare a pezzi i mostri nelle case infestate di tutta Arkham, ma già alla prima missione ci rendemmo conto che Il Richiamo di Cthulhu era qualcosa per cui non eravamo preparati.
Il criminale venne subito incarcerato per aver insultato il poliziotto. Lo stesso poliziotto finì all’ospedale dopo aver tentato di scavalcare un muro di recinzione. L’investigatore, il medico e il mio militare riuscirono a entrare nella casa infestata, ma vennero accolti da un gruppo di gangster armati che tenevano un traffico d’alcol e droga all’interno dell’edificio. Ci fu una sparatoria decisamente breve, l’investigatore venne trivellato di colpi e i due personaggi rimasti fuggirono gridando come il protagonista di “Mamma, ho perso l’aereo”.
Per concludere la sessione in bellezza, decisi di utilizzare la dinamite per far esplodere quella dannata casa e ammazzarne gli occupanti. Accesi la miccia e lanciai il candelotto: tiro di dado sbagliato. Il candelotto rimbalzò contro il muro e finì vicino al medico. Esplosione e pezzi di carne dappertutto.
La casa quasi crollò, molti gangster scapparono, arrivò la polizia e Jack O’Connell finì in prigione. Tutto questo senza mai vedere un mostro.
Con il tempo capimmo che Il Richiamo di Cthulhu è un gioco di investigazione, dove è necessario risolvere le situazioni con l’ingegno. Molto spesso le armi da fuoco diventano solo dannose, anche perché Cthulhu e i suoi allegri compagni ne sono immuni.
Consiglio assolutamente di provarlo nella sua versione originale d100 system. Forse il manuale è difficile da trovare, oggi, ma guardando su ebay, in qualche libreria o negozio di giochi da tavolo si può avere fortuna. E’ necessario un solo manuale per giocare e ne vale la pena, credetemi. La quinta o la sesta edizione vanno benissimo.
Oltre la Follia: I Grandi Antichi e l’Eredità di Lovecraft
Cthulhu è solo la punta dell’iceberg. Dietro di lui premono divinità esterne e orrori cosmici come Nyarlathotep o Shub-Niggurath. Questo GDR ha cambiato il modo di narrare il terrore, portando i giocatori a confrontarsi con l’ignoto. Ogni sessione è un pezzo di un mosaico oscuro che va oltre il semplice divertimento: è un tributo al genio maledetto di Providence.
I Mille Volti di Nyarlathotep: L’Avventura Suprema
Per quanto riguarda le avventure vi basterà comprare i bellissimi moduli prefatti. La mia avventura preferita è I mille volti di Nyarlathotep; Su ebay c’è sempre qualcuno che la vende. Se invece siete dei veri appassionati, allora vi consiglio le mie due avventure one shot gratuite per il gioco Il Richiamo di Cthulhu: Il Bosco dei Mille Cuccioli, e L’Isola Sanguinante. Fatevi un giro tra le lande dell’orrore e fatemi sapere com’è andata!
Ma fate attenzione a conservare la vostra sanità mentale.
Le leggende non muoiono mai, cambiano solo forma. Se vuoi immergerti in un mondo dove il mito incontra la realtà storica, devi solo seguirmi…
